Al Monte ODRO un museo dedicato al
"fieno di bosco"
da Tersio Valesia: Giornale del Popolo 05/01/2005
Una
simpatica coppia di confederati ha restaurato le cascine e vive tutto l'anno
nell'eremo sopra Vogorno ospitando escursionisti di tutta Europa.
Trenta capre, un mulo di nome Max, nove galline, un gallo e un cane
maremmano ("Lupo').
Questi i fedeli compagni di Jean-Louis Villars e Marlis Solèr, gli ultimi
epigoni dei (tanti) alpigiani verzaschesi che un tempo caricavano ODRO,
monte a oltre 1.200 metri di quota, sopra Vogorno.
C'era anche un asino, purtroppo vittima di una caduta alcuni mesi fa,
durante un temporalaccio. Cosi a trasportare le borse dei turisti più
affaticati, che salgono a godere i piaceri del relax nell'agriturismo di
ODRO, e rimasto solo Max, oltre al titolare che, se c'e da dare una mano ai
suoi ospiti, non si tira mai indietro.
Tra
qualche mese una delle cascine restaurate dal proprietario con cura
meticolosa e secondo gli schemi della corretta conservazione storica,
diventerà un museo. Una bella novità anzi forse un “unicum” per il tema e
per il luogo.
Il
museo esporrà infatti le testimonianze di uno spaccato ergologico ormai
tramontato: la raccolta dei fieno di bosco: Quindi una documentazione di
oggetti pienamente ancorata alla vita che qui si è dipanata per secoli. E
poi una raccolta museale in un monte, raggiungibile solo a piedi, non è
davvero usuale.
«Venivo spesso in Ticino come dipendente di una ditta confederata di
precompressi per opere stradali. Nel 1982 ho deciso di acquistare e riattare
una cascina. Il posto mi è piaciuto e dal 1996 sono qui con mia moglie
Marlis che aveva un salone da parrucchiera». Con estrema semplicità
Jean-Louis Villars, 62 anni, origine giurassiana, traccia la genesi della
decisione. Una scelta radicate di vita, come si vede.
Sistemata la prima cascina, ha proceduto all'acquisto di altre cinque e dei
terreni circostanti. Tutto era abbandonato da decenni. Ma tutto e rifiorito,
rivitalizzato. Senza sbavature; anzi con rigore esemplare:
caniugato con
spartana semplicità. C'è pero il necessario per vivere estate e inverno.
Soprattutto nella brutta stagione, che e la più lunga e opprimente:
In
realtà non c'è ombra di angoscia a ODRO. Al contrario, la simpatia,
l'ospitalità e la "buona cera”, come si diceva una volta, albergano prima di
tutto nel sorriso solare e schietto della coppia che ha dato vita a
un'azienda agricola in piena regola. «Sono venuti da Bellinzona a
controllare la nostra produzione e il nostro lavoro. Facciamo formaggini e
ricotta. Falciamo l'erba, trasportandola in parte con dei fili a sbalzo,
come si usava una volta».
Cosi è nata anche l'idea di fare un -agriturismo, con dei posti letto per il
soggiorno di coloro che amano la serenità agreste delle vacanze in una
fattoria in quota, e apprezzano la gastronomia "bio" dei coniugi Villars.
Un
piccolo gruppo di giovani turgoviesi vi hanno trascorso le recenti vacanze
di Natale. Tempo splendido. Ma se fa brutto c'è una biblioteca e tante
curiosità da soddisfare fra cui un masso coppellato censito da Franco Binda.
E anche una testimonianza dell'antichità del monte.
«Sono soprattutto germanici e confederati, ma anche lombardi. Abbiamo avuto
pure americani e australiani: E dopo che Mauro Veneziani ha parlato di noi
in una delle sue trasmissioni alla TSI, hanno cominciato ad arrivare anche i
ticinesi».
Un
ampio servizio su queste vacanze alternative e comparso su "Annabelle e un
prete tedesco vi ha dedicato un articolo su una rivista della Baviera.
«In
una cascina alla Serta, che è un po' più in alto, ho trovato molti oggetti
legati all'alpicoltura, e in giro per la montagna ho recuperato
dall'abbandono e dai rovi quelli dei fili a sbalzo. La baita era di
proprietà di Luigi Berri, munifico benefattore di Vogorno, che ha passato la
sua vita quassu», precisa Jean-Louis Villars «Cosi, un giorno ho scritto ai
“Beni culturali" del cantone sottoponendo il progetto del museo».
E
seguito un sopralluogo di Giulio Foletti e Paolo Crivelli che hanno colto il
valore e l'originalità della idea che diventerà una proposta di gratificante
escursionismo culturale. I vari oggetti museali sono stati inviati a valle
per il restauro e la catalogazione.
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